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La GarrochA di w. muzzarini
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ADDESTRAMENTO DOMA CLASSICA EQUITAZIONE MONTA INGLESE ATTACCHI CON CARROZZA
       

L'ADDESTRAMENTO

Addestrare, montare cavalli e' sempre stata la mia passione, da sempre in famiglia erano presenti questi animali. Penso che in tutti i bambini , il cavallo susciti un fascino particolare, un' attrazione irresistibile che spesso li accompagna per il resto della loro vita. Questo e' quello che e' accaduto a me; il mio mestiere di addestratore e' nato subito, dal momento in cui sono riuscito da solo o, con l’ausilio di una sedia, ad arrampicarmi in sella a quella maledetta Poney, che avevamo libera nei campi: ho cercato con tutti i mezzi di rimanerle in groppa e cosi', con la mia testa dura, in un modo o nell’altro ce l’ho fatta.

Da allora tanto e' cambiato e tanti cavalli sono passati da casa.

L’addestramento di un cavallo inizia dalla doma o, dallo scozzonamento, periodo questo molto delicato per il futuro dell’animale. In questa prima fase bisogna necessariamente ottenere dal cavallo serenita' e tranquillita', nella vita di scuderia, a contatto con l’uomo. Per alcuni soggetti questo momento risulta essere un vero e proprio scoglio da superare. Da parte dell’addestratore, in questi casi, e' necessaria la piu' totale pazienza: ”verra' da solo”, con calma e serenitA' cominceremo a maneggiarlo, pulirlo,anche piu' volte al giorno, magari alternando al suo stress momenti di liberta' al campo aperto.

 

 

“Solo l’uomo che ama il cavallo,

che lo comprende e che lo sente,

puo' possedere il tatto equestre.”

(Nuno Oliveira)

I cavalli iberici hanno familiarita' con l’uomo. forti di una antica selezione generalmente non oppongono grandi resistenze: E' quindi abbastanza facile avvicinarli e convincerli sin dai primi momenti del lavoro. Ottenuta dall’animale la sua fiducia, fiducia che non dovremo mai tradire, comincia l’addestramento: in questa fase si insegna al puledro a portare la sella, il peso del cavaliere, ma soprattutto si insegna l'equilibrio. I cavalli non sono nati per sopportare una persona sul dorso ma nonostante questo, eseguono. E’ normale che, a causa dell’instabilita', provocata dal cavaliere,si sentano “cadere” in avanti, quindi reagiscano accelerando. Grave errore a questo punto, e' di colui che si “attacca” alla mano per richiamare il puledro, il quale, subendo una forte pressione in bocca, reagisce scuotendo il capo con violenza per protesta. da qui l’inizio dei problemi, il dorso si irrigidisce, la mascella si immobilizza, il cavallo si “impenna!!”. Solitamente l’uomo si difende incolpando l’animale , che non puo' parlare e non puo' rispondere, e' di poca nobilta', e' di bocca dura.

“Deve sostenersi da solo”

Il cavallo deve portarsi da solo ,trovare il proprio equilibrio in maniera armonica e lineare alle tre andature naturali.

“Esistono cavalieri con la mano pesante ,

ma non esistono cavalli con la bocca dura.”

Il problema generalmente e' da ricercarsi nel dorso rigido, spesso a causa nostra , perche' il cavallo , “ se puo', le cose le fa”.